domenica 8 gennaio 2017

Recensione: L'ultima riga delle favole di Massimo Gramellini

Titolo: L’ultima riga delle favole
Autore: Massimo Gramellini
Editore: TEA
Pagine: 270
Prezzo: 11,00 €
Data di pubblicazione: 16 febbraio 2012

Trama:
Tomàs è una persona come tante. E, come tante, crede poco in se stesso, subisce la vita ed è convinto di non possedere gli strumenti per cambiarla. Ma una sera si ritrova proiettato in un luogo sconosciuto che riaccende in lui quella scintilla di curiosità che langue in ogni essere umano. Incomincia così un viaggio simbolico che, attraverso una serie di incontri e di prove avventurose, lo condurrà alla scoperta del proprio talento e alla realizzazione dell'amore: prima dentro di sé e poi con gli altri. Con questa favola moderna che offre un messaggio e un massaggio di speranza, Massimo Gramellini si propone di rispondere alle domande che ci ossessionano fin dall'infanzia. Quale sia il senso del dolore. Se esista, e chi sia davvero, l'anima gemella. E in che modo la nostra vita di ogni giorno sia trasformabile dai sogni.

Recensione:

La difficoltà fatta libro. L’ultima riga delle favole di Massimo Gramellini l’ho scelto tra le diverse alternative dell’ultimo lancio ricevuto nella The Goose Reading Challenge, un po’ perché ero rimasta piacevolmente colpita da un romanzo precedente dello stesso autore, Fai bei sogni, ed era da qualche anno che volevo leggere anche questa opera. Una lettura che ora si è rivelata difficilissima. L’idea di base è positiva, riuscire a insegnare ad un uomo disilluso come Tomàs come si fa ad amare, partendo da se stessi, ma la narrazione non è riuscita a prendermi e ad appassionarmi, al punto che davvero mi è stato difficile andare avanti dopo i primi capitoli (e probabilmente, se non fosse stato per il gioco che adoro, l'avrei presto abbandonato). Il cammino che ognuno deve compiere per riscoprirsi e riscoprire l'amore, quando viene meno il credere in se stessi e nel sentimento che può nascere tra le persone, come idea e pensiero, l'ho trovato bello e io stessa condivido questa visione e a modo mio la trasmetto, ma così come ho avuto modo di leggerla mi è sembrato qualcosa di buttato là e poco profondo, che non invitava pienamente alla riflessione durante la lettura. Non so, magari non era il momento giusto questo, ma ora come ora non riesco a considerarlo positivamente e a consigliarlo.

Votazione:


Nessun commento:

Posta un commento