mercoledì 18 gennaio 2017

Recensione: Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde

Titolo: Il ritratto di Dorian Gray
Autore: Oscar Wilde
Editore: Newton Compton
Pagine; 198
Prezzo: 6,00 €
Anno di pubblicazione: 2011

Trama:
Il sogno di possedere un ritratto che invecchi al suo posto, assumendo i segni che il tempo dovrebbe tracciare sul suo volto angelico, diviene per Dorian Gray una paradossale, terribile realtà. Ma non saranno tanto le tracce del tempo che passa a fermarsi su quel dipinto di quel bellissimo giovane, quanto le nefandezze di cui la sua anima si è macchiata. Un'anima giunta al culmine della dissolutezza, corrotta e degradata, trascinata nell'abisso della turpitudine e del vizio dal cinismo e dalla sfrenata avidità di piaceri di ogni sorta. Dalla sua sfida diabolica alla giovinezza eterna, Dorian uscirà sconfitto, schiavo di un ideale, assurdo desiderio di far coincidere l'arte con la vita. Il ritratto di Dorian Gray è considerato il romando simbolo del decadentismo e dell'estetismo.

Recensione
Avevo preso questo libro ancora diversi anni fa, quando uscirono le edizioni "Grandi Tascabili Economici" della Newton Compton: grandi classici, prezzo contenuto, un ottimo modo per conciliare la mia mancanza in quel tipo di romanzi con il portafoglio che spesso non era molto fornito. Una mancanza che alla fine non sono effettivamente riuscita a colmare, considerando che, ad esempio, mi sono ritrovata a leggere Oscar Wilde solo in queste settimane.
Il ritratto di Dorian Gray è un romanzo con cui ho avuto un rapporto altalenante in questi giorni: all'inizio mi ha incuriosito, grazie all'incipit e alla scena scelta per introdurci all'interno della storia, poi ho trovato difficile procedere, lo stile era lento e non è riuscito a coinvolgermi pienamente all'interno degli eventi, per poi tornare ad appassionarmi all'incirca verso la metà, dopo il cambiamento di Dorian. Ho adorato l'incipit, l'ingresso all'interno della storia in un modo così dettagliato e singolare nei particolari dell'ambiente in cui troviamo alcuni personaggi, il pittore Basil Hallward e la sua opera, un quadro che raffigura a meraviglia il giovane Dorian Gray. Un quadro che viene da subito presentato come un'opera che è molto più di quello che può apparire ad un occhio esterno al creatore e al soggetto, che racchiude in sé non solo l'anima di quest'ultimo, ma anche il fascino che lui ha suscitato nell'artista. Questo è stato uno dei primi particolari che mi ha incuriosito e portato a proseguire, la curiosità di voler approfondire non solo il protagonista, ma anche i principali personaggi che attorno a lui vivevano. In seguito la storia mi ha dato la sensazione di un rallentamento quasi nel ritmo, anche se in realtà gli eventi scorrevano e fluivano, ma la lettura è stata davvero difficile e poco coinvolgente. Ho da subito poco sopportato Lord Henry Wotton, amico del pittore, le sue parole e la sua stessa influenza su Dorian: più leggevo le sue parole, più speravo che ci fosse una sorta di ribellione da parte del giovane nei suoi confronti, una presa di posizione che lo portasse ad ottenere un proprio pensiero, una propria idea.
Invece Dorian si rivela quasi vittima degli altrui pensieri, senza una propria personalità veramente formata, finisce per rendere propria quella trasmessa da Lord Henry. E questa evoluzione, questo cambiamento nel modo di essere del giovane è ciò che ho trovato estremamente affascinante all'interno di questo romanzo, la purezza della sua figura che viene corrotta dall'idea di bellezza, dalla volontà di mantenersi tale, perfetto, fino alla fine dei suoi giorni, vivendo senza preoccupazioni, senza privarsi di tutti i possibili piaceri che vuole assaporare. Ma a tutto c'è un prezzo e il quadro, di fatto, rappresenta quel prezzo da pagare per Dorian Gray.
Un romanzo che probabilmente tornerò ancora a leggere e che non posso non consigliare a chiunque, per il messaggio che trasmette, per le piccole perle che l'autore inserisce nei dialoghi dei personaggi. L'unica pecca, che forse ha contribuito a rendere la lettura meno scorrevole e appassionata di quello che avrei voluto, credo sia rappresentata dall'aver visto il film e di aver conosciuto, a grandi linee, la vicenda di Dorian Gray prima di affrontare la lettura del libro: l'aspettarmi elementi già noti, forse, mi ha reso meno aperta alla scoperta vera e propria dell'opera letteraria.

Valutazione



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