martedì 31 gennaio 2017

Recensione: Harry Potter e la Pietra Filosofale di J.K. Rowling


Titolo: Harry Potter e la Pietra Filosofale
Autore: J.K. Rowling
Editore: Salani
Pagine: 293
Prezzo: 13,43 €
Data di pubblicazione: 1 maggio 1998

Trama:
Harry Potter è un predestinato: ha una cicatrice a forma di saetta sulla fronte e provoca strani fenomeni, come quello di farsi ricrescere in una notte i capelli inesorabilmente tagliati dai perfidi zii. Ma solo in occasione del suo undicesimo compleanno gli si rivelano la sua natura e il suo destino, e il mondo misterioso cui di diritto appartiene.
Nello scatenato universo fantastico della Rowling, popolato da gufi portalettere, scope volanti, caramelle al gusto di cavolini di Bruxelles, ritratti che scappano, la magia si presenta come la vera vita, e strega anhe il lettore, allontanandolo dal nostro mondo che gli appare ora monotono e privo di sorprese. Il risveglio dalla lettura lo lascerà pieno di nostalgia, ma ancora illuminato dai riflessi di quel lussureggiante fuoco d'artificio.
Recensione:

Harry Potter e la Pietra Filosofale ci introduce nel mondo magico che ha creato J.K. Rowling. Dalla prima volta che ho letto questo libro credo siano passati quasi vent'anni ormai (anno più anno meno, credo che arrotondando per difetto si possa arrivare a quindici anni fa) e rituffarmi in quest'avventura è stato davvero emozionante. Ora ho occhi diversi e il libro effettivamente presenta alcune sfumature poco coinvolgenti ora, ma rimane uno di quei volumi da cui non vorrò separarmi mai, che rimarranno nella mia libreria per sempre.
La prima cosa che mi ha colpito, nel tornare a leggere questo romanzo, è stato l'incipit. Ma perchè non l'hanno inserito anche nel film?! Sì, la prima reazione è stata questa. Ammetto che ormai il film è parte di me e della mia memoria, l'ho rivisto davvero tante tante volte e quando ho cominciato a rileggere il libro ci sono rimasta per questo inizio differente. Un incipit stupendo, nella sua semplicità, che è riuscito a trasportarmi pienamente in quel mondo popolato sia da babbani che da maghi, nella goffaggine di questi ultimi a volte di camuffarsi tra i primi. La narrazione di per sé è coinvolgente in ogni parte della storia, non ho trovato dei punti in cui mi sono arenata o ho faticato a proseguire, anzi. Ero curiosa, non come la prima volta, ma già dopo i primi capitoli ero ormai entrata nel mood "vediamo cosa c'è di diverso dal film che mi son persa" ed è stata una scoperta di particolari che non sono stati riportati e che secondo me riescono a dare davvero quel qualcosina in più alla storia (come ad esempio le prove da superare per arrivare da Voldemort, che non vengono riportate tutte).
Una seconda cosa che mi ha coinvolto molto nella storia sono state le descrizioni dei personaggi e la loro caratterizzazione. Pregi e difetti, ognuno era unico nella sua particolarità e per ognuno quasi veniva riportato un accenno al carattere o quella sfumatura che lo rendeva diverso. In questo primo capitolo della saga ho adorato Hagrid e la sua goffaggine, a volte allucinante, ma lo rendeva una sorta di *grande gigante gentile* come di fatto è. E ho iniziato ad adorare letteralmente i fratelli Weasley e la prof.ssa McGrannit: un inizio, perché il meglio deve ancora venire. Per non parlare poi del trio: Harry, Ron & Hermione, la nascita della loro amicizia, la dimostrazione che anche questi legami possono attraversare momenti turbolenti e che l'unione riesce a fare veramente la forza.
Nel complesso, un romanzo che davvero si legge con piacere, riesce a trasportarti in un mondo fantastico che dona quella leggerezza alle giornate che spesso manca, presi dalla frenesia di tutti i giorni.
Sicuramente consigliato a tutti, soprattutto ai più giovani.

Valutazione:

martedì 24 gennaio 2017

Teaser Tuesday #2

Buongiorno e ben ritrovati per l'appuntamento del martedì ❤
Il libro di cui vi propongo l'estratto oggi l'ho trovato per caso in una delle librerie che popolano casa e ho iniziato a leggerlo grazie alla Reading Challenge proposta da Rosaria di Niente di Personale: The Goose Reading Challenge.


Regole:


1. Prendi il libro che stai leggendo
2. Apri ad una pagina a caso
3. Condividi qualche riga di testo della pagina
4. Attenzione a non fare spoiler!
5. Riporta il titolo e l'autore del libro


Non tutti i bastardi sono di Vienna
di Andrea Molesini

L'aria del mattino era gelida. «Quel barone... c'è qualcosa d'infantile in lui, e dell'ingenuità io diffido» la zia parlava a voce bassa «dobbiamo stare attenti. L'inglese è stato notato... fa sempre due passaggi... sempre a volo radente. E poi quel suo martin pescatore è sulla bocca di tutti, è quello che ce l'ha con i palloni frenati... il maggiore von Feilitzsch non è uno stupido».«L'impiccagione è interessante» disse il nonno, che camminava fra me e lei «morire scalciando senza far rumore, la fucilazione è troppo... troppo bum!, ecco. Il nodo è lento, un cigolio leggero, discreto e letale».
«Smettila di fare il poeta, nonno».
«Abbassa la voce» fece la zia, e indicò i soldati che stringevano i muli.
Il nonno ci prese sottobraccio: «Su» disse accelerando «andiamo all'osteria, a quest'ora danno il caffè bollente, e così sentiamo che aria tira».
«Speriamo che il caffè non sia un estratto di grappa» disse la zia.
«E che il latte non sia di capra» aggiunsi.
Entrammo nella puzza di sudore e di alcol. L'oste era assonnato. I sottufficiali erano tutti in piedi e schiamazzavano intorno a grandi tazze fumanti. L'oste aveva la mamma di Napoli e il caffè lo sapeva fare. Ci indicò un tavolino. La zia non parve scontenta di essere la sola donna in giro e mi sembrò che, sedendosi con grazia studiata, alzasse la gonna quel tanto da far intuire il polpaccio, compiaciuta di suscitare un fremito sommesso.

Voi cosa state leggendo?

domenica 22 gennaio 2017

Sunday Recap #3

Buonasera ✿
Questa settimana sono stata poco presente sulla blogosfera, alla fine, ma purtroppo ho avuto tutte le giornate piene e la sera arrivavo a casa che ero talmente distrutta che mi buttavo sul divano a leggere o a fare qualche ferro con la lana. La prossima settimana dovrei avere un po' di tregua e sicuramente cercherò di trovare una mia organizzazione anche per questo piccolo angolino. 


POST PUBBLICATI
  • Recensione de Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde ★★★★✩
  • Il mio commento alla seconda parte di Harry Potter e la Pietra Filosofale che ho cominciato a rileggere grazie al Gruppo di Lettura proposto da Consuelo (tutte le informazioni per unirvi a questa iniziativa le potete trovare QUI).
  • Release Blitz di Razov di Giovanna Roma, il secondo capitolo di Deceptive Hunters.

IN LETTURA

In questi giorni ho iniziato a leggere questi due libri. Indestructible di Emma L. Adams mi ha subito incuriosito per l'ambientazione e, anche se sono solo ai primi capitoli, al momento mi sta davvero appassionando. La lettura purtroppo procede lentamente, ma per colpa mia: non sono abituata moltissimo alla lettura in lingua inglese e così tendo a leggerlo quando sono con calma e posso prestare molta attenzione a tutto, contando che magari alcuni termini non fanno parte del mio vocabolario. Non tutti i bastardi sono di Vienna di Andrea Molesini l'ho iniziato grazie a The Goose Reading Challenge ed è un romanzo che in realtà appartiene a mio padre: anche qui sono sempre all'inizio, ma è simpatico aver trovato nei dialoghi il dialetto della mia regione (che conosco poco). 

Voi cosa state leggendo? Come è stata la vostra settimana?






Release Blitz: Razov di Giovanna Roma

Eccomi con il secondo appuntamento della giornata ❤
Oggi vi presento il secondo volume della saga Deceptive Hunters scritta da Giovanna Roma, uscito solo pochi giorni fa in self-publishing.
✧ RAZOV✧

Titolo: Razov
Deceptive Hunters #2
Autrice: Giovanna Roma
Genere: Dark Romance
Editore: Self-pubblishing
Pagine: 200
Formato: e-book
Prezzo: 2,99 € (special price dal 17 al 24 gennaio: 1,99 €)
Data di pubblicazione: 17 gennaio 2017

Sinossi:
Poche cose mi interessano davvero: le banconote di grosso taglio e le armi. Tutto quello che non è compreso in queste due categorie è tagliato fuori.Lisa Petrova rientrava nella seconda.
Era la scelta per sbaragliare la concorrenza e rafforzare il mio Impero. Era la garanzia di un caricatore d'arma d'assalto a vita.
Poi mi è esplosa tra le mani. La sicura che la conteneva si è sganciata. Inganni e segreti sono saltati in aria. Il mondo di entrambi si è capovolto. Strano a dirsi, ma non potevamo essere più distanti di così.
Era convinta che fossi il mandante della Morte, mentre io concedo, ai popoli in lotta, il potere di difendersi.
Se non lo credete, avete un'errata concezione di ciò che è giusto e sbagliato.
Permettetemi di aggiustarvi.

✧ BOOKTRAILER✧

✧ ESTRATTO✧

Quanto credi che gli importi di una misera dottoressa di terz'ordine?» Allunga un braccio dietro di sé, indicando il resto degli invitati. «Tu sei sotto di lui, come sotto chiunque in questa festa.» 
Li guardo uno a uno. Pochi sembrano badare a noi. 
«Sei uno strumento, un mezzo per un fine. Vali meno di niente e morta saresti rimpiazzata in un baleno. Non importa se Razov ti presenti come il suo nuovo asso nella manica, se ti veste dei gioielli di famiglia...» dicendolo, brucia con uno sguardo disgustato il mio collier. «O se ti regala il più indecente dei vestiti. La sua mente è un meraviglioso pozzo di atrocità, non conosce il fondo, rinnega la decenza, ogni forma di umanità e tu sei indegna di tutto questo e te ne accorgerai quando non avrà più bisogno di te. Potrai scappare, rintanarti in capo al mondo, ma lui ti scoverà. Non esisteranno mai delle porte chiuse per Razov, sussurri che gli sfuggiranno. Ti troverà, odorando la tua paura e distruggerà chiunque cerchi di nasconderti.»


Aggiungilo alla tua WL su Goodreads!

✧ L'AUTRICE✧

Sono nata e cresciuta in Italia e viaggiato sin da bambina. I generi che leggo spaziano tra thriller, psicologia, erotico e dark romance. Anche quando un autore non mi convince, concedo sempre una seconda possibilità, leggendo un altro suo libro. Sono autrice dei romanzi "La mia vendetta con te, il suo sequel "Il Siberiano", la serie "Deceptive Hunters" e lo storico "Il patto del marchese".

OPERE PRECEDENTI
La mia vendetta con te (dark romance);
Il Siberiano (dark romance);
Il patto del marchese (regency);
Adam (dark romance, Deceptive Hunters Series #1).

STALK ME:

✧ GRUPPO FACEBOOK✧

Desiderate accedere a estratti, booktrailer, eventi e teasers esclusivi di questo e i prossimi romanzi? Entrate in Giovanna Roma's News e scoprirete tante novità prima dei vostri amici, discuterete con altre lettrici e seguirete in diretta i miei lavori.


✧ GIVEAWAY✧

In palio una COPIA DIGITALE del dark romance Razov, Deceptive Hunter Series #2

Per partecipare, compilate il form qui sotto in ogni punto.

Questi sono i passaggi riassunti:
  • Mettere mi piace alla pagina Facebook: Autrice Giovanna Roma
  • Entrare nel gruppo Giovanna Roma's News e postare la foto di chi, secondo voi, possa interpretare il trafficante d'armi Razov.
  • Recensione del primo romanzo Adam pubblicata su Amazon o su Goodreads.
  • Condividere il booktrailer o uno dei teaser di Razov che potete trovare nel modulo, taggando tre amici.

✧ OFFERTA SPECIALE✧
Dal 17 al 24 gennaio 2017.

Harry Potter e la Pietra Filosofale - 2° Tappa [Maratona Harry Potter 2017]

Buona domenica ❤
Quest'oggi cercherò di recuperare l'assenza avuta in questi ultimi giorni. Con qualche giorno di ritardo, sono riuscita a completare la rilettura di Harry Potter e la Pietra Filosofale, avventura intrapresa grazie a Consuelo e alla sua Maratona Harry Potter che ha proposto nel suo blog.

In questa settimana la lettura comprendeva i capitoli dal 9 al 17 e devo dire che è stata una vera riscoperta di quella parte di storia che alla fine ricordavo per via del film e non del libro stesso. Per questa seconda parte vi presento alcuni dei momenti che più mi hanno colpito in questi capitoli. (N.B. Ovviamente, essendo una riflessione su una rilettura, potrebbero esserci degli spoiler andando oltre)

Harry Potter e la Pietra Filosofale
2° Tappa: Capitoli 9-17

Il quidditch
Ho sempre adorato la prima lezione di volo tenuta da Madama Bumb e gli eventi ad essa legati. L'innata bravura di Harry di stare su un manico da scopa, la preoccupazione quando la McGranitt arriva a riprenderlo dopo averlo visto volare, accompagnandolo poco dopo da Baston (quando Harry crede stia parlando di un bastone, credo di essere morta dal ridere). La prima partita poi ho sentito insieme ad Harry il timore per la nuova esperienza e la paura di fallire davanti a tutta la scuola, mi sono divertita con Lee Jordan e la sua esilarante cronaca, corretta dalla professoressa McGranitt, ho esultato quando Harry è riuscito nell'impresa di Cercatore più giovane, afferrando, a modo suo, il boccino d'oro.

Lo specchio dei desideri
Questa è la parte che più mi ha commosso fra tutte. Già la scena di alcune pagine prima, la mattina di Natale, in cui Harry trova diversi regali ad attenderlo, è stata ricca di emozioni: il maglione della signora Weasley (sì, anche io ne vorrei uno xD) e il mantello dell'invisibilità, un dono privo di firma, che però lascia intendere che a mandarlo sia qualcuno di legato ad Harry e che a lui ci tiene. La sera in cui, con quel drappo, si ritrova davanti allo Specchio dei Desideri, è stata una delle scene più toccanti: l'euforia che deriva dal rivedere i propri genitori, accanto a lui, come se fossero reali, la gioia di correre a raccontarlo al suo migliore amico e poi scoprire che, in realtà, era solo il riflesso di quanto da lui desiderato, senza che potesse essere qualcosa di reale.

Hagrid, Fuffi e Norberto
Io adoro adoro adoro Hagrid. La sua goffaggine e il suo amore per le creature sono semplicemente adorabili. Quando parla di Fuffi, il cane a tre teste, come se fosse un normale animale domestico, o quando esprime il suo desiderio di avere un drago, mi ha fatto sorridere immaginandolo, per la grande premura che riserva a loro. Ammetto che mi è scappato un sorriso divertito quando cerca sempre di non dare informazioni ad Harry, Ron ed Hermione, finendo poi per lasciarsi scappare sempre qualche indizio, o esattamente la risposta che i tre stanno cercando. Quando poi ha ammesso di aver rivelato come calmare Fuffi ad uno sconosciuto ... lì gli avrei dato una testata per la sua imbranataggine, ma è stato un particolare proprio da lui.

Harry, Ron & Hermione
Il trio. Harry e Ron fanno amicizia praticamente da subito, diventano inseparabili, ancora nella prima parte di questo primo volume. Con Hermione la storia è stata più complicata, ma non priva di bellezza e realismo: da principio considerata una saccente insopportabile, che sapeva sempre tutte le risposte e aveva sempre qualcosa da dire per rimbeccarli. Un'amicizia che comincia a crearsi veramente nel pericolo, quando Hermione si ritrova in balia di un troll e gli altri due l'aiutano ad uscirne, un'amicizia che si rafforza nella ricerca delle informazioni sulla Pietra Filosofale. Un trio composto da personalità diverse, da abilità differenti, ma tutte necessarie e importanti per riuscire in ogni impresa, in ogni difficoltà. E questo è reso evidente nelle prove che si sono trovati ad affrontare dopo essere scesi nella botola: in ogni passaggio, ognuno ha messo in pratica quelle che sono le loro abilità, dallo studio, al volo, agli scacchi, ognuno si è rivelato fondamentale per proseguire.

Questi sono i principali passaggi che mi hanno colpito, ma è superfluo dire che ogni avvenimento del libro è stato sempre affascinante e coinvolgente.



mercoledì 18 gennaio 2017

Recensione: Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde

Titolo: Il ritratto di Dorian Gray
Autore: Oscar Wilde
Editore: Newton Compton
Pagine; 198
Prezzo: 6,00 €
Anno di pubblicazione: 2011

Trama:
Il sogno di possedere un ritratto che invecchi al suo posto, assumendo i segni che il tempo dovrebbe tracciare sul suo volto angelico, diviene per Dorian Gray una paradossale, terribile realtà. Ma non saranno tanto le tracce del tempo che passa a fermarsi su quel dipinto di quel bellissimo giovane, quanto le nefandezze di cui la sua anima si è macchiata. Un'anima giunta al culmine della dissolutezza, corrotta e degradata, trascinata nell'abisso della turpitudine e del vizio dal cinismo e dalla sfrenata avidità di piaceri di ogni sorta. Dalla sua sfida diabolica alla giovinezza eterna, Dorian uscirà sconfitto, schiavo di un ideale, assurdo desiderio di far coincidere l'arte con la vita. Il ritratto di Dorian Gray è considerato il romando simbolo del decadentismo e dell'estetismo.

Recensione
Avevo preso questo libro ancora diversi anni fa, quando uscirono le edizioni "Grandi Tascabili Economici" della Newton Compton: grandi classici, prezzo contenuto, un ottimo modo per conciliare la mia mancanza in quel tipo di romanzi con il portafoglio che spesso non era molto fornito. Una mancanza che alla fine non sono effettivamente riuscita a colmare, considerando che, ad esempio, mi sono ritrovata a leggere Oscar Wilde solo in queste settimane.
Il ritratto di Dorian Gray è un romanzo con cui ho avuto un rapporto altalenante in questi giorni: all'inizio mi ha incuriosito, grazie all'incipit e alla scena scelta per introdurci all'interno della storia, poi ho trovato difficile procedere, lo stile era lento e non è riuscito a coinvolgermi pienamente all'interno degli eventi, per poi tornare ad appassionarmi all'incirca verso la metà, dopo il cambiamento di Dorian. Ho adorato l'incipit, l'ingresso all'interno della storia in un modo così dettagliato e singolare nei particolari dell'ambiente in cui troviamo alcuni personaggi, il pittore Basil Hallward e la sua opera, un quadro che raffigura a meraviglia il giovane Dorian Gray. Un quadro che viene da subito presentato come un'opera che è molto più di quello che può apparire ad un occhio esterno al creatore e al soggetto, che racchiude in sé non solo l'anima di quest'ultimo, ma anche il fascino che lui ha suscitato nell'artista. Questo è stato uno dei primi particolari che mi ha incuriosito e portato a proseguire, la curiosità di voler approfondire non solo il protagonista, ma anche i principali personaggi che attorno a lui vivevano. In seguito la storia mi ha dato la sensazione di un rallentamento quasi nel ritmo, anche se in realtà gli eventi scorrevano e fluivano, ma la lettura è stata davvero difficile e poco coinvolgente. Ho da subito poco sopportato Lord Henry Wotton, amico del pittore, le sue parole e la sua stessa influenza su Dorian: più leggevo le sue parole, più speravo che ci fosse una sorta di ribellione da parte del giovane nei suoi confronti, una presa di posizione che lo portasse ad ottenere un proprio pensiero, una propria idea.
Invece Dorian si rivela quasi vittima degli altrui pensieri, senza una propria personalità veramente formata, finisce per rendere propria quella trasmessa da Lord Henry. E questa evoluzione, questo cambiamento nel modo di essere del giovane è ciò che ho trovato estremamente affascinante all'interno di questo romanzo, la purezza della sua figura che viene corrotta dall'idea di bellezza, dalla volontà di mantenersi tale, perfetto, fino alla fine dei suoi giorni, vivendo senza preoccupazioni, senza privarsi di tutti i possibili piaceri che vuole assaporare. Ma a tutto c'è un prezzo e il quadro, di fatto, rappresenta quel prezzo da pagare per Dorian Gray.
Un romanzo che probabilmente tornerò ancora a leggere e che non posso non consigliare a chiunque, per il messaggio che trasmette, per le piccole perle che l'autore inserisce nei dialoghi dei personaggi. L'unica pecca, che forse ha contribuito a rendere la lettura meno scorrevole e appassionata di quello che avrei voluto, credo sia rappresentata dall'aver visto il film e di aver conosciuto, a grandi linee, la vicenda di Dorian Gray prima di affrontare la lettura del libro: l'aspettarmi elementi già noti, forse, mi ha reso meno aperta alla scoperta vera e propria dell'opera letteraria.

Valutazione



domenica 15 gennaio 2017

Sunday Recap #2

Buonasera ❤
Oggi è stata una giornata un po' storta, nonostante la domenica di solito sia piacevole e di riposo, e trovo solo ora un po' di tempo per non saltare il recap settimanale. Sono contenta di esser riuscita a trovare dello spazio per il blog, sia per scrivere che per leggere in giro per la blogosfera: mi mancava proprio tanto!

POST PUBBLICATI

IN LETTURA

Non sono riuscita a finire nessuna lettura in questa settimana: purtroppo con il tirocinio e l'attività scout il tempo dedicato si è ridotto, ma mai abbandonato.

 

Nei prossimi giorni spero di riuscire a concluderli entrambi. Il ritratto di Dorian Gray mi sta piacendo molto, anche se la lettura procede lentamente per lo stile dell'autore e per l'attenzione che voglio metterci in ogni riga. E' una storia di cui ho sempre sentito parlare e che mi ha affascinato, ma che finora non ero mai riuscita a prendere davvero in mano (nonostante il libro sia nella mia libreria ormai da cinque o sei anni). Harry Potter e la Pietra Filosofale invece è proprio difficile abbandonarlo dopo le pause: la storia è coinvolgente come la prima volta.

Voi cosa state leggendo? Come è stata la vostra settimana?

venerdì 13 gennaio 2017

Cover Reveal - The Hundredth Queen di Emily R. King



C’è poco da dire: adoro le cover dei libri e scoprirne di nuove mi affascina sempre :3 E’ la prima volta che mi iscrivo a questo genere di iniziative e se già la trama mi ispirava davvero tanto, la cover è stata una scoperta fantastica *_* mi piace tantissimo, nei colori e nella semplicità del soggetto.

The Hundredth Queen
Emily R. King
Published by: Skyscape
Publication date: June 1st 2017
Genres: Fantasy, Young Adult
As an orphan ward of the Sisterhood, eighteen-year-old Kalinda is destined for nothing more than a life of seclusion and prayer. Plagued by fevers, she’s an unlikely candidate for even a servant’s position, let alone a courtesan or wife. Her sole dream is to continue living in peace in the Sisterhood’s mountain temple.
But a visit from the tyrant Rajah Tarek disrupts Kalinda’s life. Within hours, she is ripped from the comfort of her home, set on a desert trek, and ordered to fight for her place among the rajah’s ninety-nine wives and numerous courtesans. Her only solace comes in the company of her guard, the stoic but kind Captain Deven Naik.
Faced with the danger of a tournament to the death—and her growing affection for Deven—Kalinda’s only hope for escape lies in an arcane, forbidden power that’s buried within her.
In Emily R. King’s thrilling fantasy debut, an orphan girl blossoms into a warrior, summoning courage and confidence in her fearless quest to upend tradition, overthrow an empire, and reclaim her life as her own.


Author Bio:
Emily R. King is a reader of everything and a writer of fantasy. Born in Canada and raised in the USA, she has perfected the use of “eh” and “y’all” and uses both interchangeably. Shark advocate, consumer of gummy bears, and islander at heart, Emily’s greatest interests are her four children. She’s a member of the Society of Children’s Book Writers and Illustrators and an active participant in her local writers’ community. She lives in Northern Utah with her family and their cantankerous cat.


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mercoledì 11 gennaio 2017

Harry Potter e la Pietra Filosofale - 1° Tappa [Maratona Harry Potter 2017]

Buonasera ❤ Finalmente la giornata è finita e riesco a pubblicare questo post (devo ancora reimparare ad usare la programmazione di Blogger ._.)
Oggi vi parlo di due cose stupende: l'iniziativa Maratona Harry Potter 2017 ideata da Consuelo di Palle di Neve di Co e la prima tappa di questo percorso attraverso la saga scritta da J.K. Rowling. 

Maratona Harry Potter 2017


Consuelo ha avuto una bellissima idea: rileggere tutti i libri che compongono la saga di Harry Potter e per farlo ha ideato questa Maratona/Gruppo di Lettura comune. E' stata la prima iniziativa che ho incontrato sul finire dell'anno scorso per questo nuovo anno che è iniziato e la prima che mi ha letteralmente affascinato, che son secoli che volevo rileggere la saga, ma da sola non avevo mai trovato il tempo giusto. L'idea di farlo tutti insieme invece mi ha dato la giusta curiosità e il giusto entusiasmo e non potevo non condividere con voi questa iniziativa. 

Se volete avere ulteriori informazioni, unirvi in questo Gruppo di Lettura ...

Durante questo percorso ho pensato di creare dei post in cui vi parlo di questa fantastica saga, condividendo con voi ciò che più mi ha colpito libro per libro. Ammetto che già dopo i primi capitoli mi sono accorta di tantissimi particolari e sfumature che negli anni mi ero persa, descrizioni e caratteristiche che erano entrate in me più dalla visione continua dei film, ritrovandomi in un mondo ancora più particolare tra le pagine del libro. Quindi eccomi qui, a fare memoria e a parlarvi di ciò che ho ritrovato. (N.B. Ovviamente, essendo una condivisione di stralci del libro, se non avete ancora letto il libro o visto i film non andate oltre)

Harry Potter e la Pietra Filosofale
1° Tappa: Capitoli 1-8

Quello che mi ha affascinato nel rileggere Harry Potter e la Pietra Filosofale, già dopo poche pagine, sono le descrizioni dei personaggi. Ammetto di aver visto e rivisto i film praticamente ogni anno (e forse anche più di una volta all'anno), in italiano e in lingua originale, perché hanno sempre rappresentato quei film che riescono a far tornare un sorriso dopo una giornata storta. Così dentro di me si sono sedimentate mooolto bene le immagini di tutti i personaggi così come vengono rappresentati dagli attori. Rileggere le descrizioni nelle pagine del libro è stata una riscoperta vera e propria, come se non l'avessi mai letto prima (vero anche che dalla prima volta credo siano passati dieci anni buoni eh, e la memoria non è più quella dei gggiovani xD). 
Quando ho incontrato le descrizioni di Albus Silente e Minerva McGranitt un poco ci sono rimasta, o meglio, mi hanno fatto davvero sorridere di tenerezza e simpatia, soprattutto perché nel libro c'è anche un disegno che li raffigura che è davvero simpatico.

Era alto, magro e molto vecchio, a giudicare dall'argento dei capelli e della barba, talmente lunghi che li teneva infilati nella cintura. Indossava abiti lunghi, un mantello color porpora che strusciava per terra e stivali dai tacchi alti con le fibbie. Dietro gli occhiali a mezzaluna aveva due occhi di un azzurro chiaro, luminosi e scintillanti, e il naso era molto lungo e ricurvo, come se fosse stato rotto almeno due volte. (Albus Silente)

C'era una donna dall'aspetto piuttosto severo, che portava un paio di occhiali squadrati della forma identica ai segni che il gatto aveva intorno agli occhi. Anche lei indossava un mantello, ma color smeraldo. I capelli neri erano raccolti in uno chignon. (Minerva McGranitt)

Insomma, ammetto che dall'immagine del libro sembrano più buffi che severi, soprattutto Minerva (che è uno dei miei personaggi preferiti *_* l'adoro proprio, soprattutto nell'ultimo libro).

Insieme a loro facciamo conoscenza anche di Rubeus Hagrid, che viene descritto come una delle persone più affidabili che possano esserci per Silente. 

Era alto circa due volte un uomo normale e almeno cinque volte più grosso. Sembrava semplicemente troppo per essere vero, e aveva un aspetto terribilmente selvaggio: lunghe ciocche di ispidi capelli neri e una folta barba gli nascondevano gran parte del volto; ogni mano era grande come il coperchio di un bidone dei rifiuti e i piedi, che calzavano stivali di cuoio, sembravano due piccoli delfini.

Con lui viene illustrato anche Harry Potter, che incontriamo poche pagine dopo rispetto alla descrizione citata e molte pagine prima dell'immagine.

Harry aveva un viso sottile, ginocchia nodose, capelli neri e occhi verde chiaro. Portava un paio di occhiali rotondi, tenuti insieme con un sacco di nastro adesivo per tutte le volte che Dudley lo aveva preso a pugni sul naso. L'unica cosa che a Harry piaceva del proprio aspetto era una cicatrice molto sottile sulla fronte, che aveva la forma di una saetta.  

Queste sono le descrizioni che mi hanno colpito principalmente, insieme ad alcune immagini che ho incontrato nel libro. Non me lo ricordavo così ricco anche dal punto di vista delle illustrazioni e le ho apprezzate molto, si intonano alla perfezione con la narrazione. 


Per quanto riguarda gli eventi, in questi primi otto capitoli si affronta letteralmente il tema della scoperta: Harry prende consapevolezza di ciò che è, della verità sui suoi genitori e si ritrova catapultato in un mondo così diverso da quello a cui era abituato, ma al contempo più familiare e a sua misura, dove finalmente riesce a sentirsi accolto. 
Riceve la sua lettera per Hogwarts e scopre così di essere un mago, si reca a Diagon Alley con Hagrid per comprare tutto il necessario per la scuola ed essere scelto dalla propria bacchetta. Un'esperienza che lo entusiasma nella novità dei luoghi e degli usi comuni nel mondo dei maghi. Si ritrova a dover "affrontare" il Binario 9 e 3/4, sconosciuto a tutti i Babbani, incontra quello che sarà il suo migliore amico e sul treno anche la sua migliore amica (solo che lo scoprirà con calma xD). L'ultima scena davvero bella che aspettavo con ansia era la Cerimonia dello Smistamento: il momento in cui tutti i nuovi alunni entrano nella Sala Grande per scoprire quale sarà la loro Casa di Appartenenza, la loro famiglia per i prossimi sette anni. Vi lascio con la filastrocca del Cappello Parlante: nel mio libro c'è ancora la versione con Pecoranera al posto di Corvonero e posso dire che ... preferisco di gran lunga la versione successiva xD 


Forse Pensate che non sono bello,
ma giudicate da quel che vedete
io ve lo giuro che mi scappello
se uno più bello ne troverete.
Potete tenervi le vostre bombette
i vostri cilindri lucidi e alteri,
son io quello che al posto vi mette
e al mio confronta gli altri son zeri.
Non c'è pensiero che nascondiate
che il mio potere non sappia vedere,
quindi indossatemi ed ascoltate
qual è la casa in cui rimanere.
E' forse Grifondoro la vostra via,
culla dei coraggiosi di cuore:
audacia, fegato, cavalleria
fan di quel luogo uno splendore.
O forse è Tassorosso la vostra vita,
dove chi alberga è giusto e leale:
qui la pazienza regna infinita
e il duro lavoro non è innaturale.
Oppure Pecoranera, il vecchio e il saggio,
se siete svegli e pronti di mente,
ragione e sapienza qui trovan linguaggio
che si confà a simile gente.
O forse a Serpeverde, ragazzi miei,
voi troverete gli amici migliori
quei tipi astuti e affatto babbei
che qui raggiungono fini ed onori!
Venite dunque senza paure
E mettetemi in capo all'istante
Con me sarete in mano sicure
Perché io sono un Cappello Parlante!

martedì 10 gennaio 2017

Teaser Tuesday #1

Buon pomeriggio, quasi sera =)
Ho deciso di rinnovare le rubriche che inizialmente avevo pensato un anno fa e di ripartire da zero con tutte (ok, diciamocelo, ci provo a ripartire, poi chissà se davvero quest'anno sarà un anno positivo e costante xD). Così eccoci al primo appuntamento anche di questa rubrica del martedì, famosa credo ovunque nella blogosfera e presente in diverse varianti, che mi piace tantissimo perché permette di curiosare in diversi libri e scoprirne di nuovi. So, let's go!


Regole:
1. Prendi il libro che stai leggendo
2. Apri ad una pagina a caso
3. Condividi qualche riga di testo della pagina
4. Attenzione a non fare spoiler!
5. Riporta il titolo e l'autore del libro


Il ritratto di Dorian Gray
Oscar Wilde

"credo che se un uomo vivesse pienamente e compiutamente la propria vita, dando forma a ciascun sentimento, espressione a ciascun pensiero, realtà a ciascun sogno, credo che ne deriverebbe al mondo un tale impulso fresco di gioia da farci dimenticare tutte le infermità del medievalismo e da farci tornare all'ideale ellenico e magari a qualche cosa di più bello, di più ricco dell'ideale ellenico. Ma il più coraggioso tra noi ha paura di se stesso. Nelle rinunce volontarie che rovinano la nostra vita rivive tragicamente la mutilazione del selvaggio. Noi siamo puniti per quello che rifiutiamo a noi stessi; ogni impulso che ci sforziamo di strangolare fermenta nella mente e ci intossica. Il corpo pecca una volta sola e così esaurisce il proprio peccato, giacchè l'azione costituisce una forma di purificazione, e allora non rimane che il ricordo di un piacere oppure il lusso di un rimpianto. Cedere alla tentazione è l'unico modo per liberarsene."

Erano anni che dovevo leggere questo libro e finalmente è arrivato anche il suo momento. 
Voi l'avete letto o anche a voi manca?
Cosa ne pensate?

domenica 8 gennaio 2017

Recensione: L'ultima riga delle favole di Massimo Gramellini

Titolo: L’ultima riga delle favole
Autore: Massimo Gramellini
Editore: TEA
Pagine: 270
Prezzo: 11,00 €
Data di pubblicazione: 16 febbraio 2012

Trama:
Tomàs è una persona come tante. E, come tante, crede poco in se stesso, subisce la vita ed è convinto di non possedere gli strumenti per cambiarla. Ma una sera si ritrova proiettato in un luogo sconosciuto che riaccende in lui quella scintilla di curiosità che langue in ogni essere umano. Incomincia così un viaggio simbolico che, attraverso una serie di incontri e di prove avventurose, lo condurrà alla scoperta del proprio talento e alla realizzazione dell'amore: prima dentro di sé e poi con gli altri. Con questa favola moderna che offre un messaggio e un massaggio di speranza, Massimo Gramellini si propone di rispondere alle domande che ci ossessionano fin dall'infanzia. Quale sia il senso del dolore. Se esista, e chi sia davvero, l'anima gemella. E in che modo la nostra vita di ogni giorno sia trasformabile dai sogni.

Recensione:

La difficoltà fatta libro. L’ultima riga delle favole di Massimo Gramellini l’ho scelto tra le diverse alternative dell’ultimo lancio ricevuto nella The Goose Reading Challenge, un po’ perché ero rimasta piacevolmente colpita da un romanzo precedente dello stesso autore, Fai bei sogni, ed era da qualche anno che volevo leggere anche questa opera. Una lettura che ora si è rivelata difficilissima. L’idea di base è positiva, riuscire a insegnare ad un uomo disilluso come Tomàs come si fa ad amare, partendo da se stessi, ma la narrazione non è riuscita a prendermi e ad appassionarmi, al punto che davvero mi è stato difficile andare avanti dopo i primi capitoli (e probabilmente, se non fosse stato per il gioco che adoro, l'avrei presto abbandonato). Il cammino che ognuno deve compiere per riscoprirsi e riscoprire l'amore, quando viene meno il credere in se stessi e nel sentimento che può nascere tra le persone, come idea e pensiero, l'ho trovato bello e io stessa condivido questa visione e a modo mio la trasmetto, ma così come ho avuto modo di leggerla mi è sembrato qualcosa di buttato là e poco profondo, che non invitava pienamente alla riflessione durante la lettura. Non so, magari non era il momento giusto questo, ma ora come ora non riesco a considerarlo positivamente e a consigliarlo.

Votazione:


Sunday Recap #1

Buona domenica 
Finalmente dopo tanto tempo sono riuscita a tornare a leggere e alla fine a riprendere in mano questo mio angolino di mondo. Verso fine anno ho scoperto diverse Reading Challenge annuali che mi avevano incuriosito, ci ho pensato un po' di giorni e mi sono buttata: speravo che fosse un buon modo o un aiuto per tornare tra i libri, dopo un anno quasi di blocco completo, a causa dello studio. Non ero molto sicura di tornare a scrivere qui, un po' per la paura di non farcela di nuovo, dopo l'ultimo tentativo. Alla fine si è rivelato comunque il posto migliore dove poter raccontare ciò che avevo letto e così ... eccomi di nuovo qui, a raccontare la mia vita librosa e, chissà, magari anche qualche altra novità.


Questa settimana l'ho presa un po' come banco di prova, per vedere se riuscivo ad avere il tempo e le parole per poter esprimere quanto mi trasmettevano i libri che leggevo. Ho risistemato un po' la grafica (una minima cosa) e le pagine che avevo creato ancora mesi fa, riorganizzandole e inserendo due sezioni dedicate alle Reading Challenge 2017. In particolare, quest'anno ho deciso di partecipare a queste:
Ho cominciato anche alcune Reading Challenge su GoodReads:

Letture della Settimana

Per quanto riguarda le letture, questa settimana è stata fortunata e proficua, per così dire: sono riuscita a concludere due romanzi che mi hanno fatto scoprire a tutti gli effetti due autrici che ancora non avevo mai letto: Agatha Christie e Valentina D'Urbano. Due romanzi assolutamente fantastici.

  

Ieri ho anche concluso L'ultima riga delle favole di Massimo Gramellini, di cui cercherò di parlarvi a breve: una lettura davvero difficile e noiosa che mi ha sorpreso negativamente, dopo la bellezza di Fai bei sogni

In lettura

Al momento in lettura ho un unico libro, Harry Potter e la pietra filosofale di J.K. Rowling, per la Maratona Harry Potter. Erano mesi che volevo rileggerlo e finalmente è arrivato anche il suo momento.

La vostra settimana come è andata?



mercoledì 4 gennaio 2017

Recensione: Il rumore dei tuoi passi di Valentina D'Urbano

Titolo: Il rumore dei tuoi passi
Autore: Valentina D'Urbano
Editore: Longanesi
Pagine: 320
Prezzo: 14,90 €
Data di pubblicazione: 10 maggio 2012

Trama:
In un luogo fatto di polvere, dove ogni cosa ha un soprannome, dove il quartiere in cui sono nati e cresciuti è chiamato «la Fortezza», Beatrice e Alfredo sono per tutti «i gemelli». I due però non hanno in comune il sangue, ma qualcosa di più profondo. A legarli è un’amicizia ruvida come l’intonaco sbrecciato dei palazzi in cui abitano, nata quando erano bambini e sopravvissuta a tutto ciò che di oscuro la vita può regalare. Un’amicizia che cresce con loro fino a diventare un amore selvaggio, graffiante come vetro spezzato, delicato e luminoso come un girasole. Un amore nato nonostante tutto e tutti, nonostante loro stessi per primi.
Ma alle soglie dei vent’anni, la voce di Beatrice è stanca e strozzata. E il cuore fragile di Alfredo ha perso i suoi colori. Perché tutto sta per cambiare.

Recensione:

Era da un anno esatto che avevo questo libro nella mia libreria e mai ero riuscita a mettermi davvero a leggerlo. L'unica volta che avevo iniziato mi ero bloccata dopo le prime due pagine, come se qualcosa non funzionasse e non riuscisse a prendermi in quel momento. Ed è stato sconvolgente, ora, ritrovarmi completamente catturata da questo romanzo, al punto che anche alle fermate degli autobus, in piedi, mi ritrovavo a tirarlo fuori dalla borsa per andare avanti, per quei pochi fugaci minuti che magari avevo di attesa. 
"Il rumore dei tuoi passi" è il romanzo di esordio di Valentina D'Urbano e ripercorre la storia di Beatrice e Alfredo da quando si sono conosciuti. Attraverso le voci dei due protagonisti, della loro famiglia e degli amici con cui vivono a la Fortezza, conosciamo una realtà difficile, come estranea e abbandonata dal resto del mondo, come se quel quartiere fosse a tutti gli effetti un sistema a sé stante. Non ci sono mezzi termini nella narrazione, tutto viene espresso con una crudezza che inizialmente mi aveva lasciato interdetta alle prime pagine, ma che poi ho apprezzato in tutta la sua particolarità, perché mi ha letteralmente trasportato in quei luoghi, nelle vie e nelle case in cui vivono. Sembrava di essere con loro, nelle stanze, nell'anfiteatro, ad ascoltare quello che si decidevano, a sentire la forza delle loro parole, cariche di rabbia, cariche di odio e frustrazione che celavano quello che realmente avrebbero voluto dirsi, riuscendo a esprimerlo più facilmente attraverso pochi gesti e momenti di stanchezza e lontananza. L'atmosfera di fondo della loro vita non è felice, non c'è speranza, quanto più una negatività di fondo che permea ogni cosa, in misura diversa da persona a persona e quest'approccio alla vita è stato un pugno nello stomaco, così diverso da quello a cui si è magari di solito abituati e alla mia personale indole di trovare sempre almeno un piccolo spiraglio di luce sempre. Eppure credo sia stata dannatamente vera quest'atmosfera, realistica e possibile, esattamente come è stata raccontata: la difficoltà di affrontare un percorso come quello che hanno intrapreso sia Alfredo che Beatrice, a livelli diversi, insieme e da soli al tempo stesso. Mi ha colpito molto la figura di lei e ammetto di essermi anche affezionata alla fine: mi è dispiaciuto per la vita a cui si sentiva costretta, per quel legame che era diventato inevitabile e senza fine, nel bene e nel male di un rapporto che forse era sano fino ad un certo punto. Ne ho ammirato la debolezza e la forza, di esserci sempre stata per lui e di aver saputo anche andare avanti, senza che il mondo crollasse del tutto. Un libro da leggere, assolutamente, e da cui lasciarsi stupire, nelle caratteristiche dei personaggi, nella loro personalità, nella loro storia, nelle loro relazioni.

Voto:

lunedì 2 gennaio 2017

Recensione: C'è un cadavere in biblioteca di Agatha Christie

Titolo: C'è un cadavere in biblioteca
Autore: Agatha Christie
Editore: Mondadori
Pagine: 206
Prezzo: 11,50 €

Trama:
St. Mary Mead, una mattina come tante. Almeno fino quando il colonnello Bantry e sua moglie Dolly vengono bruscamente svegliati da una cameriera terrorizzata, venuta ad annunciare che, nella biblioteca della villa, è stato trovato il cadavere di una sconosciuta in abito da sera, apparentemente assassinata. Nessuno degli abitanti della casa ha mai conosciuto la vittima, ma allora come spiegare il bizzarro ritrovamento? La polizia, subito interpellata, comincia le indagini, ma ancora una volta sarà la simpatica Miss Marple, con il suo occhio infallibile e la sua lucida capacità di far luce nei più tortuosi meandri dell’animo umano, a risolvere il caso.

Recensione

Ho conosciuto Agatha Christie grazie ai telefilm che hanno prodotto su Hercule Poirot e Miss Marple, ma l'unico approccio letterario che avevo avuto finora con lei era legato al libro "Il meglio dei racconti", di cui però ero arrivata a leggerne solo cinque, senza finire il libro. 
"C'è un cadavere in biblioteca"  è stato quindi il primo romanzo della Christie, a tutti gli effetti, e l'ho letteralmente divorato. Non riuscivo a staccarmi dalle pagine del libro, dovevo andare avanti, scoprire nuovi indizi, capire chi era stato. E' stata un'avventura appassionante e per certi versi mi sono sentita un po' come Peter, il figlio di Adelaide Jefferson: un piccolo investigatore alla ricerca di indizi, con gli occhi curiosi tipici dei bambini che osservano tutto, anche senza farsi notare, che riescono a cogliere anche quello che gli adulti credono di non far percepire. Come lui, a modo mio, ho raccolto ciò che i personaggi trovavano e scoprivano, gli indizi, i racconti dei diversi protagonisti, spronata dalla stessa narrazione a scervellarmi per capire come i vari tasselli potevano trovare un incastro per trovare il colpevole. Peccato che i miei neuroni non siano stati così bravi da aiutarmi a comprenderlo. E' stata una vera sorpresa scoprire chi aveva messo in atto il crimine, nonostante le numerose informazioni e i diversi dettagli che si potevano trovare durante tutta la storia, ed è stato bello anche questo particolare, la spiegazione solo alle ultime pagine. 
I personaggi che si possono incontrare in questa storia sono davvero molti e questo, ad un certo punto, mi ha un po' spaesato: avevo il timore di dimenticarmi di qualcuno, di perdermi qualche particolare, tra i molti che venivano donati. In realtà, proprio per la narrazione veloce e lo stile coinvolgente, sono riuscita ad aver sempre presente di chi si stava parlando, anche per il fatto che, nonostante il numero, si incontravano spesso nei discorsi e nei pensieri di chi cercava di risolvere l'intrigo. Tra tutti, forse ovviamente, ho adorato Miss Marple: la sua capacità di cogliere anche quei particolari che in apparenza sembravano insignificanti, la gestualità delle persone, le reazioni non verbali che avevano, il prestare attenzione a tutti, dando ad ognuno la medesima importanza. Ammetto di averla anche invidiata quando, durante la storia, affermava di aver già compreso chi era stato l'artefice del tutto, perché io proprio non ci arrivavo ed ero sempre più curiosa di scoprire come andava a finire. Non credo di essere riuscita ad apprezzare al meglio Dolly Bantry, per quanto la sua figura fosse perfetta all'interno delle relazioni e delle interazioni, ma mi è parsa un po' insipida e di secondo piano, come il marito, Arthur, presenti solo per la presenza del cadavere nella loro casa. Ho trovato molto più interessante scoprire la famiglia Jefferson, dal nonno al genero e alla nuora, per finire sul nipotino Peter. La loro storia è stata affascinante, soprattutto per le particolari relazioni che si erano instaurate dopo una tragedia che li aveva visti protagonisti, in una sorta di legame di amore/odio e rispetto. 
Un trio che anche non mi ha colpito molto è stato quello di Ruby Keene, la cugina Josephine Turner e Raymond Starr: fondamentali anche loro all'interno della storia, ma non sono riusciti a incuriosirmi o divertirmi, come invece ha fatto, ad esempio, Sir Henry Clithering, un ex commissario che è stato chiamato, un po' come Miss Marple, ad aiutare a scoprire il colpevole. Una cosa sola mi è come rimasta in sospeso e ammetto che avrei voluto approfondire: i personaggi di Basil Blake e Dinah Lee: si scoprono un poco verso la fine, ma per come vengono presentati, avrei voluto conoscere meglio anche loro.
Insomma, un romanzo da leggere e da cui lasciarsi coinvolgere e trasportare in un'avventura e in un mistero, cercando di misurarsi con l'autrice e i diversi protagonisti per riuscire a risolvere la situazione che viene presentata. 
Voto