domenica 20 settembre 2015

Recensione: Psicologia e alchimia della coppia

Titolo: Psicologia e alchimia della coppia
Autore: Francesco Albanese
Editore: Editoriale Programma
Pagine: 150
Prezzo ed. cartacea: 10,00€
Data di pubblicazione: 15 ottobre 2013

Trama:
Solitudine, paura, gelosia, possesso, desiderio sessuale. Sono soltanto alcune delle forme in cui si manifesta quello che crediamo essere Amore. Se sono questi i perché che uniscono i partner della coppia, allora si è realmente perso il sentore di quella Quinta Essenza che rappresenta il segreto dell’Amore Assoluto. È necessario quindi cambiare impostazione, riferimenti. È necessario uscire dalla visione meccanica, materialistica ed egocentrica che caratterizza l’essere umano e che gli impedisce di vedere realmente l’altro senza preoccuparsi del ritorno che da questo può avere. È necessario imparare ad amare realmente, di un amore incondizionato, puro. È necessario vivere l’altro come completamento di noi stessi, come l’altra metà dell’androgino, attraverso una sessualità che non è appagamento del desiderio, ma frutto dell’amore risultante dalla tensione tra opposti. E questo è possibile solo attraverso un cambiamento strutturale, attraverso quella profonda e radicale trasformazione interiore che gli Alchimisti chiamano la Grande Opera.

Recensione:
Quando mi trovo a dover scegliere un libro spesso mi lascio guidare dalla copertina, piuttosto che dalla trama, e questo è accaduto anche con Psicologia e alchimia della coppia di Francesco Albanese, non avendo l'occasione di toccarlo con mano e vederlo prima dell'acquisto. Ciò che ha attirato la mia attenzione e ha suscitato la mia curiosità è stato proprio l'immagine centrale della copertina, il cuore che sembra a metà nel suo esser formato da due parti visivamente contrapposte, nei colori (rosso/giallo e blu/azzurro), negli elementi della natura (fuoco e acqua), senza però mostrare effettivamente una sorta di rottura lungo il bordo che potesse rappresentare una completa separazione. Un cuore che neppure appare statico, nelle fiamme e nell'onda che esprimono un movimento. Particolari che mi hanno spinto a fantasticare su quello che mi poteva aspettare dopo la copertina, portandomi ad immaginare quello che avrei potuto incontrare: elementi opposti che potevano trovare un incontro armonico, esistenza in movimento e mutamento. Intraprendendo la lettura mi sono trovata di fronte ad un libro inaspettato, che mi ha spiazzato e allo stesso tempo confuso, nel suo essere continua fonte di riflessioni personali.
Il percorso presentato dall'autore si snoda attraverso un cammino che unisce la pratica alchemica con l'amore, la vita di coppia e la trasformazione di se stessi. Nella prima parte viene presentata l'Alchimia, arte non intesa come pratica a sé stante, ma sempre riportata sul piano personale dell'uomo, come cammino verso la conoscenza che non include solo ciò che di fisico e materiale c'è nel mondo, ma comprende anche la persona stessa. In questa ricerca della verità, vista come piena conoscenza di sé e scoperta dell'inconscio, emerge come ogni cosa sia formata da opposti, in particolare quella presenza maschile e femminile che è tipica di ogni essere umano (Animus e Anima). Ed è nell'unione, nel superamento degli opposti, che si trova l'Amore, visto non solo come legge di attrazione universale, ma anche come strumento di trasformazione e di rinnovamento della vita. In una seconda parte il percorso continua con una riflessione sull'amore e la coppia, cercando di trovare una definizione per l'amore, presentando diverse visioni che mai si escludono, ma esprimono la soggettività del vissuto d'amore. Vengono affrontate le componenti e le motivazioni alla base della coppia, ciò che nella sua vita si inserisce come ostacolo, “affrontando” infine il tema secondo l'ottica chimica. Nell'ultima parte del volume il focus viene riportato su se stessi, sul cambiamento e sulla necessità di aver consapevolezza circa le trasformazioni che potrebbero (e dovrebbero) verificarsi nel singolo, riflettendosi poi nella coppia.
Nonostante l'entusiasmo e la curiosità iniziali, la lettura di Psicologia e alchimia della coppia non è stata facile e scorrevole. Il ritmo mi è apparso lento, soprattutto nella prima parte, dove la comprensione è stata più difficile, specie nelle parti in cui la trattazione si addentrava nella pratica alchemica nello specifico. Ciò che invece mi ha spiazzata, nelle parti successive, sono state le riflessioni che dalla lettura sono emerse. Ho incontrato molti spunti di riflessione che da principio hanno portato confusione nella mia mente e nelle mie convinzioni. Nella seconda parte ciò che più mi ha colpito e che mi è rimasto impresso a lungo (ancora oggi) è il seguente estratto dal capitolo Verso un'alchimia di coppia:

Arriva il giorno in cui uno dei due pronuncia all’altro la fatidica frase: «non sei più quello/a di una volta». E la cosa drammatica è che spesso è la verità. All’inizio era tutto diverso. C’era la novità, un intero mondo da scoprire, da colonizzare. E per conquistare questo nuovo territorio, ognuno dei due partner era disposto a sacrificare parte di sé, per apparire più desiderabile all’altro. Poi, col tempo, quando ogni novità non era più una novità, quando si è capito che l’altro c’era comunque, a piccoli passi, ognuno dei due ha fatto ritorno al proprio fortino, cosa che ha reso sempre più difficile la comunicazione e lo scambio.
[…]
È necessario allora cambiare impostazione, riferimento. È necessario uscire dalla visione meccanica, materialistica ed egocentrica che caratterizza l’essere umano, e che gli impedisce di vedere realmente l’altro senza preoccuparsi del ritorno che da questo si può avere. È necessario imparare ad amare realmente, di un amore incondizionato, puro. È necessario vivere l’altro come completamento di noi stessi.

È difficile riuscire a spiegare in poche parole come mai questo piccolo estratto mi abbia colpito. Mi ha disarmato per la semplicità con cui è stato espresso qualcosa che accade nella vita di tutti i giorni, quando ci sperimentiamo in nuovi contesti e in nuove relazioni, un cambiamento di noi stessi e degli altri che è naturale, nella componente dinamica dell'esistenza umana, ma che spesso non siamo in grado di riconoscere, tendendo più a rimanere nell'abitudine, in ciò che è noto. E nell'affrontare l'ultima parte del libro, incentrata sul cambiamento, è stato strano non trovare piene indicazioni pratiche su come poter procedere nel trasformare se stessi, ma è stato allo stesso tempo importante questa sorta di “mancanza” (che potrebbe essere una mia errata percezione), poiché si è rivelata preziosa nel sollecitare nel lettore le riflessioni che potrebbero permettergli di trovare ed elaborare le proprie strategie di cambiamento. 
Una lettura che si è rivelata formativa e fonte di riflessioni che non hanno trovato fine ancora, ma che nel tempo troveranno piena espressione.

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